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E LE
ORIGINI DEL MOVIMENTO SOCIALISTA A CARLOFORTE E IN SARDEGNA.
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Testi e ricerche di G.Aste e R. Cambiaggio
Impaginazione e realizzazioni grafiche a cura delle guide del Museo Civico
Esportazione sul web a cura di Pietro Cappai
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PARTE SECONDA
Durante la
manifestazione si verificarono incidenti: secondo l'accusa lo stesso pretore,
accorso per sedare il tumulto fu disarmato e percosso. Nella notte ci furono
gli arresti, discriminati dagli odi e dalle rivalità municipali. 45 persone
furono condotte in giudizio per frode in commercio, per oltraggio a pubblico
ufficiale per istigazione a delinquere (3). Il processo si svolse tra il 18
Giugno e il 2 Luglio 1881. Fu un processo che in quel tempo fece scalpore
perché la questione operaia, per un momento, fu oggetto di dibattito in un'aula
giudiziaria. Era forse questa una delle
prime esplosioni di collera popolare in Sardegna, scrive il Sotgiu, che ne vide
moltissime nei primi decenni dell'unità d'Italia. Tali esplosioni vedevano
da una parte, una folla inferocita per l'accumularsi dei sacrifici e delle
sofferenze e dall'altra l'apparato repressivo dello Stato insensibile ad ogni
richiesta.
Il processo pur concludendosi con la condanna di alcuni imputati, si risolse in un atto di accusa contro lo sfruttamento dei lavoratori operato dalle società minerarie. Così a poco a poco, pur in modo confuso, si andava formando nell'animo della popolazione una coscienza sociale; per il momento comunque i minerari ebbero la meglio sui galanzieri. Bisogna attendere la fine dell'ottocento perché le rivendicazioni operaie abbiano un nuovo impulso
Proprio in quel tempo infatti il problema dei galanzieri si accentuò in quanto la loro attività e il loro numero crebbe in proporzione all'aumento della produttività delle miniere dell'Iglesiente: dalle 80.000 Ton. del 1870 si sale sino alle 104.783 del 1912, i Battelli addetti al trasporto sono quasi raddoppiati.
Traiamo da uno
scritto di Antonio Penco, mercante di tonnara, testimone oculare, alcune
considerazioni sullo spettacolo che offriva la febbrile attività dei galanzieri "Era
una gara fantastica di decine e decine di vele che si destreggiavano talvolta a
vele ridotte, il che formava uno spettacolo di bellezza e di ardimento per la
comprovata valentia dei naviganti, che, anche in spazi ristretti s'incrociavano
e si sorpassavano veloci senza il minimo contrattempo. Altro grandioso
spettacolo presentava la rada di Carloforte quando vi convergevano
contemporaneamente cinque o sei vapori per caricarvi o scaricarvi il minerale:
tutti i battelli erano in movimento e tutta la rada poteva dirsi impegnata dato
che i vapori si ormeggiavano in punti diversi; ora come un fantastico formicolio di barche che da
terra trasportavano il minerale al vapore o dal vapore a terra e tosto tornavano
al punto d'imbarco o di sbarco caricando o scaricando la pesante materia con
rapidità fantastica. Se tirava vento, si vedevano le forme di vele più svariate
adattate per la circostanza lavorando senza posa sino a tarda sera col solo
intervallo di una breve colazione….".
Al di là
dell'aspetto pittoresco della descrizione, risalta l'immane fatica di quel duro
lavoro: chiusi nella morsa degli agenti tutori degli interessi delle miniere e
degli impresari dei trasporti, i Battellieri vivevano la loro grama vita di
fatica quando trovarono modo di organizzarsi e sostenere le proprie ragioni
grazie all'iniziativa di Giuseppe Cavallera, giunto per caso
a Carloforte su invito dell'amico Fausto Armeni nel settembre del 1897. Resosi
conto delle tristi condizioni dei lavoratori carlofortini, li riunì in una
organizzazione "Lega dei
Battellieri" che si può considerare come un primo esempio di
organizzazione sindacale.
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Così giustificò la costituzione di questa lega L'avvocato Pasquale Castaldi Millelire che in un articolo dell'Unione Sarda del 10/11/1897 scrisse "A questi lagni si aggiungono quelli della giornata di lavoro, tanto da parte dei battellieri quanto quelli degli operai a giornata …tutti questi sono obbligati a recarsi a bordo prima delle quattro di mattina e non vi è limite di durata ….. sino a tarda notte senza aumento di mercede … pare incredibile eppure e così: che nella rada di Carloforte, senza approdo alla banchina, senza macchine, sulle sole braccia si arriva a caricare sui vapori oltre mille ton. di minerale al giorno.
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Giuseppe Cavallera
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Che qualità di lavoro sia questo del
trasporto del carico della Calamina specialmente lo lascio dire ai medici di
Carloforte, i quali all'aspirazione del fine polveriglio di essa attribuiscono
diverse gravissime affezioni, mentre d'altra parte gli sforzi straordinari
esauriscono e guastano la bella gioventù la quale verso i 45 anni deve smettere
ogni lavoro faticoso… perdurando questo stato di cose, tutti, Battellieri e
operai di mare, trovano che l'unico modo di poter presentare le loro lagnanze
senza esporsi a licenziamenti era quello di unirsi in società, possibilmente
anche riconosciute come ente legale, e quindi nei modi legali esporre alle
Autorità i propri bisogni, le rimostranze loro collo scopo di ricostituire
appena se ne avessero i mezzi una società di Cooperativa di consumo, onde poter
avere i generi migliori e a più buon mercato ..….. Questa società intitolata
"Lega dei Battellieri" si costituì nel settembre scorso e alla fine
di Ottobre contava già più di 650 membri…..La sua rappresentanza assegnò già
all'autorità municipale e al SottoPrefetto d'Iglesias le rimostranze e le
domande relative agli abusi sopra accennati, limitandosi a chiedere che le
tariffe per tonnellata fossero rimesse quali erano prima del 1881, siano
soppressi gli inconvenienti lamentati, e sia fissata la giornata di
lavoro".Non ottennero nulla i galanzieri, ma almeno cominciarono a dimostrare
una certa comunità d'intenti: era la prima volta che una comunità di lavoratori
si presentava a tutelare i propri interessi dinanzi all'Autorità tutoria.
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