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La storia dei galanzieri - parte seconda

Create: 06/04/2016 - 02:42
Galanzieri caricano il minerale nelle Bilancelle presso il molo di Buggerru

La storia dei galanzieri e le origini del movimento socialista a Carloforte in Sardegna.

 

Testi e ricerche di G.Aste e R. Cambiaggio.
Impaginazione e realizzazioni grafiche a cura delle guide del Museo Civico.
Esportazione sul web a cura di Pietro Cappai.

 

Parte seconda

Durante la manifestazione si verificarono incidenti: secondo l'accusa lo stesso pretore, accorso per sedare il tumulto fu disarmato e percosso. Nella notte ci furono gli arresti, discriminati dagli odi e dalle rivalità municipali. 45 persone furono condotte in giudizio per frode in commercio, per oltraggio a pubblico ufficiale per istigazione a delinquere (3). Il processo si svolse tra il 18 Giugno e il 2 Luglio 1881. Fu un processo che in quel tempo fece scalpore perché la questione operaia, per un momento, fu oggetto di dibattito in un'aula giudiziaria. Era forse questa una delle prime esplosioni di collera popolare in Sardegna, scrive il Sotgiu, che ne vide moltissime nei primi decenni dell'unità d'Italia. Tali esplosioni vedevano da una parte, una folla inferocita per l'accumularsi dei sacrifici e delle sofferenze e dall'altra l'apparato repressivo dello Stato insensibile ad ogni richiesta.

Il processo pur concludendosi con la condanna di alcuni imputati, si risolse in un atto di accusa contro lo sfruttamento dei lavoratori operato dalle società minerarie. Così a poco a poco, pur in modo confuso, si andava formando nell'animo della popolazione una coscienza sociale; per il momento comunque i minerari ebbero la meglio sui galanzieri. Bisogna attendere la fine dell'ottocento perché le rivendicazioni operaie abbiano un nuovo impulso
Proprio in quel tempo infatti il problema dei galanzieri si accentuò in quanto la loro attività e il loro numero crebbe in proporzione all'aumento della produttività delle miniere dell'Iglesiente: dalle 80.000 Ton. del 1870 si sale sino alle 104.783 del 1912, i Battelli addetti al trasporto sono quasi raddoppiati.

Traiamo da uno scritto di Antonio Penco, mercante di tonnara, testimone oculare, alcune considerazioni sullo spettacolo che offriva la febbrile attività dei galanzieri "Era una gara fantastica di decine e decine di vele che si destreggiavano talvolta a vele ridotte, il che formava uno spettacolo di bellezza e di ardimento per la comprovata valentia dei naviganti, che, anche in spazi ristretti s'incrociavano e si sorpassavano veloci senza il minimo contrattempo. Altro grandioso spettacolo presentava la rada di Carloforte quando vi convergevano contemporaneamente cinque o sei vapori per caricarvi o scaricarvi il minerale: tutti i battelli erano in movimento e tutta la rada poteva dirsi impegnata dato che i vapori si ormeggiavano in punti diversi; ora come un fantastico formicolio di barche che da terra trasportavano il minerale al vapore o dal vapore a terra e tosto tornavano al punto d'imbarco o di sbarco caricando o scaricando la pesante materia con rapidità fantastica. Se tirava vento, si vedevano le forme di vele più svariate adattate per la circostanza lavorando senza posa sino a tarda sera col solo intervallo di una breve colazione….".

Giuseppe CavalleraAl di là dell'aspetto pittoresco della descrizione, risalta l'immane fatica di quel duro lavoro: chiusi nella morsa degli agenti tutori degli interessi delle miniere e degli impresari dei trasporti, i Battellieri vivevano la loro grama vita di fatica quando trovarono modo di organizzarsi e sostenere le proprie ragioni grazie all'iniziativa di Giuseppe Cavallera, giunto per caso a Carloforte su invito dell'amico Fausto Armeni nel settembre del 1897. Resosi conto delle tristi condizioni dei lavoratori carlofortini, li riunì in una organizzazione "Lega dei Battellieri" che si può considerare come un primo esempio di organizzazione sindacale.

Così giustificò la costituzione di questa lega L'avvocato Pasquale Castaldi Millelire che in un articolo dell'Unione Sarda del 10/11/1897 scrisse "A questi lagni si aggiungono quelli della giornata di lavoro, tanto da parte dei battellieri quanto quelli degli operai a giornata …tutti questi sono obbligati a recarsi a bordo prima delle quattro di mattina e non vi è limite di durata ….. sino a tarda notte senza aumento di mercede … pare incredibile eppure e così: che nella rada di Carloforte, senza approdo alla banchina, senza macchine, sulle sole braccia si arriva a caricare sui vapori oltre mille ton. di minerale al giorno.

Che qualità di lavoro sia questo del trasporto del carico della Calamina specialmente lo lascio dire ai medici di Carloforte, i quali all'aspirazione del fine polveriglio di essa attribuiscono diverse gravissime affezioni, mentre d'altra parte gli sforzi straordinari esauriscono e guastano la bella gioventù la quale verso i 45 anni deve smettere ogni lavoro faticoso… perdurando questo stato di cose, tutti, Battellieri e operai di mare, trovano che l'unico modo di poter presentare le loro lagnanze senza esporsi a licenziamenti era quello di unirsi in società, possibilmente anche riconosciute come ente legale, e quindi nei modi legali esporre alle Autorità i propri bisogni, le rimostranze loro collo scopo di ricostituire appena se ne avessero i mezzi una società di Cooperativa di consumo, onde poter avere i generi migliori e a più buon mercato ..….. Questa società intitolata "Lega dei Battellieri" si costituì nel settembre scorso e alla fine di Ottobre contava già più di 650 membri…..La sua rappresentanza assegnò già all'autorità municipale e al SottoPrefetto d'Iglesias le rimostranze e le domande relative agli abusi sopra accennati, limitandosi a chiedere che le tariffe per tonnellata fossero rimesse quali erano prima del 1881, siano soppressi gli inconvenienti lamentati, e sia fissata la giornata di lavoro".Non ottennero nulla i galanzieri, ma almeno cominciarono a dimostrare una certa comunità d'intenti: era la prima volta che una comunità di lavoratori si presentava a tutelare i propri interessi dinanzi all'Autorità tutoria.

About Author

Pietro Cappai

Realizzo siti web ed insegno nella scuola superiore di secondo grado. Amo il mare, gli sport velici e la musica. Vivo a Carloforte sull'Isola di San Pietro in Sardegna. Potete visitare il mio sito personale a http://www.pietrocappai.info.

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