La nostra metodologia di lavoro

Sull'isola di San Pietro, subito dopo la colonizzazione dei tabarkini nel 1738, si è sviluppata una forte tradizione cantieristica che, nel corso del tempo, ha fatto conoscere ed apprezzare i maestri d'ascia carlofortini oltre i confini dell'isola. Ancora prima del 1900, le bilancelle e le carlofortine, barche costruite nei cantieri dell'isola, trasportavano merci di ogni tipo in tutto il bacino del mediterraneo. Angelo Biggio rappresenta l'ultima generazione dei maestri d'ascia della sua famiglia, quattro generazioni di maestri d'ascia che si sono succedute in circa 120 anni.


Barche carlofortine adibite al trasporto del minerale agli inizi del '900

Questa tradizione la si riscontra proprio nella metodologia di lavoro, a partire dalla scelta del legname, sempre molto accurata, che permette di individuare quello più adatto all'uso a cui verrà destinato:
rovere o iroko per la chiglia, mogano o pino marittimo per il fasciame, iroko o teck per la coperta, abete, douglas o spruce sitka per l'albero, ecc.
L'intera costruzione viene eseguita con la cura e la precisione tipica della produzione artigianale: le ordinate vengono tuttora ricavate da "legni" a curvatura naturale, il fasciame a corsi longitudinali e la coperta vengono messi in opera con il sistema classico della chiodatura e del calafataggio.